Come pagare un influencer in Italia: prestazione occasionale, ritenuta d'acconto o partita IVA
Hai trovato l'influencer giusto, ha portato i primi ordini e ora devi pagarlo. La domanda da cui parte tutto è una sola: l'influencer ha la partita IVA? Da lì cambiano il documento che ricevi, le tasse che versi tu e gli adempimenti da fare.
Se l'influencer ha la partita IVA
Ti manda una fattura e tu la paghi come quella di qualsiasi fornitore. Dal 2025 esiste anche un codice ATECO dedicato all'influencer marketing, il 73.11.03, introdotto insieme alla circolare INPS n. 44 del 19 febbraio 2025.
Cosa trovi in fattura dipende dal suo regime fiscale:
- Regime forfettario (il più diffuso tra chi ha ricavi fino a 85.000 euro): niente IVA e niente ritenuta d'acconto. Se l'importo supera 77,47 euro, sulla fattura c'è una marca da bollo da 2 euro.
- Regime ordinario: la fattura ha l'IVA al 22%. Se l'influencer lavora come professionista e il tuo negozio è sostituto d'imposta (una società o una ditta con partita IVA lo è), trattieni una ritenuta d'acconto del 20% sull'imponibile e la versi tu con F24 entro il 16 del mese dopo il pagamento.
È la strada più semplice per te: niente soglie da tenere d'occhio e niente comunicazioni preventive.
Se l'influencer non ha la partita IVA: la prestazione occasionale
Chi lavora con te ogni tanto, senza farne un'attività stabile, può essere pagato con una ricevuta per prestazione occasionale. Funziona così:
- Prima che inizi a lavorare, se sei un'impresa devi comunicare la collaborazione all'Ispettorato territoriale del lavoro (via email o dal portale Servizi Lavoro). È un obbligo in vigore dal 2022; se lo salti, la sanzione va da 500 a 2.500 euro per ogni collaboratore.
- L'influencer ti consegna una ricevuta con il compenso lordo, la ritenuta d'acconto del 20% e il netto che riceverà.
- Tu paghi il netto e versi la ritenuta con F24 (codice tributo 1040) entro il 16 del mese successivo.
- Entro marzo dell'anno dopo gli consegni la Certificazione Unica, che invii anche all'Agenzia delle Entrate.
La soglia dei 5.000 euro
Fino a 5.000 euro di compensi occasionali all'anno, da tutti i committenti messi insieme, non si pagano contributi INPS. Oltre quella cifra l'influencer deve iscriversi alla Gestione separata e i contributi si pagano sulla parte che eccede: due terzi a carico tuo, un terzo a carico suo. È lui a doverti avvisare quando supera la soglia, ma conviene chiederlo per iscritto all'inizio della collaborazione.
Il limite vero: l'occasionalità
5.000 euro non è un tetto oltre il quale "scatta" la partita IVA. La differenza tra occasionale e abituale la fanno la continuità e l'organizzazione. Un influencer che pubblica per te ogni mese e riceve commissioni su ogni vendita sta facendo un'attività stabile, anche se guadagna poco. In quel caso la prestazione occasionale non regge e serve la partita IVA.
Prodotti in omaggio in cambio di contenuti
Mandare prodotti gratis in cambio di post o storie è uno scambio, non un regalo. Per l'influencer il valore di mercato di quei prodotti è un compenso come il denaro, e va dichiarato. Diverso è il caso del regalo vero, senza nessun obbligo di pubblicare.
Il consiglio pratico: metti per iscritto cosa mandi, quanto vale e cosa ti aspetti in cambio. Se un domani l'influencer o il Fisco ti chiedono conto di quella collaborazione, hai già tutto documentato.
Commissioni sulle vendite: quanto e quando pagare
Con un programma di affiliazione l'influencer non riceve un fisso, ma una percentuale sugli ordini che porta con il suo link o il suo codice sconto. Prima di pagarlo devi sapere con certezza tre cose:
- quali ordini sono suoi, anche quelli arrivati con il codice sconto senza passare dal link;
- quali ordini sono definitivi, cioè non annullati né resi;
- quanto gli hai già pagato e quanto gli spetta ancora.
Tenerlo su un foglio Excel funziona con un influencer, diventa un problema con dieci. AffiliateTracker collega il tuo negozio PrestaShop o WooCommerce, attribuisce ogni ordine all'influencer giusto, annulla da sola la commissione se l'ordine viene reso e tiene il conto dei pagamenti fatti a ciascuno. A fine mese esporti l'elenco delle commissioni e lo passi al commercialista insieme alle ricevute o alle fatture.
Pubblicità riconoscibile
Qualunque sia la forma di pagamento, un contenuto pagato (in denaro o in prodotti) deve essere riconoscibile come pubblicità, per esempio con #adv o con l'etichetta di partnership della piattaforma. Gli influencer con almeno 500.000 follower o un milione di visualizzazioni medie al mese hanno anche obblighi in più: dal 2025 devono iscriversi a un registro AGCOM e rispettare un codice di condotta. Conviene prevedere l'obbligo di segnalazione nel contratto.
In sintesi
| Partita IVA forfettaria | Partita IVA ordinaria | Prestazione occasionale | |
|---|---|---|---|
| Documento | Fattura | Fattura | Ricevuta |
| IVA | No | 22% | No |
| Ritenuta d'acconto 20% | No | Sì, se lavora come professionista | Sì |
| Comunicazione all'Ispettorato | No | No | Sì, prima di iniziare |
| Contributi INPS a tuo carico | No | No | Sì, oltre 5.000 euro l'anno (2/3) |
| Adatto a una collaborazione continuativa | Sì | Sì | No |
Fonti
- INPS, circolare n. 44 del 19 febbraio 2025 (inquadramento previdenziale di content creator e influencer)
- D.L. 146/2021, art. 13 (comunicazione preventiva del lavoro autonomo occasionale) e note dell'Ispettorato nazionale del lavoro n. 29/2022 e n. 393/2022
- AGCOM, delibera 197/25/CONS (codice di condotta degli influencer)
- Agenzia delle Entrate, istruzioni su ritenute, F24 e Certificazione Unica
Le informazioni di questa guida sono di carattere generale e non sostituiscono la consulenza di un commercialista.